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SMS ZUGLIANO
| Stanza della Musica |
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Il cavaliere, giunto all’« antica alta foresta ove i men forti arresta solo il terror che di sua vista spira (…), passa più oltre, e ode un SUONO intanto che dolcissimamente si diffonde. Vi sente d’un ruscello il roco pianto e ‘l sospirar de l’aura infra le fronde, e di MUSICO cigno il flebil canto e l’usignol che plora e gli risponde, ORGANI e CETRE e VOCI umane in rime: tanti e sì fatti SUONI un SUONO esprime. Il cavalier, (…), e v’ode poi di NINFE e sirene, d’aure, d’augei dolce concento, onde meravigliando il piè ritiene ». Quindi, « Rugiadosa di manna era ogni fronda, e distillava de le scorze il mèle, e di novo s’udia quella gioconda strana ARMONIA di CANTO e di querele; ma il CORO uman, ch’a i cigni, a l’aura, a l’onda facea tenor, non sa dove si cele: non sa veder chi formi umani ACCENTI, né dove siano i MUSICI STROMENTI ». (Gerusalemme Liberata – Canto XVIII) La prima sala alla destra del salone centrale viene definita stanza “della Musica” per la presenza, sulla parete nord, di scene in cui trovano posto alcune raffigurazioni di strumenti musicali e di una partitura melodica. La bellissima e curiosa decorazione di questo ambiente testimonia probabilmente una precisa volontà, da parte dell’artista, di voler “scherzare” dando forma ad un’illusoria partitura architettonica: l’imbroglio figurativo ideato si risolve in una serie di pesanti finte colonne in marmo colorato tra le quali si intravedono almeno due diversi temi iconografici. Nicchie marmoree con finte statue monocrome si intuiscono infatti in finte spaccature a mo’ di rovine; inserite e, in molti casi, sovrapposte a queste figure classiche, veri e propri squarci con scene racchiuse in ampi archi illustrano celebri episodi della Gerusalemme Liberata e brani di ariosi paesaggi sullo sfondo. Anche nella fascia superiore si nota un altrettanto singolare cornicione spezzato con finte aperture che, come le stesse nicchie e colonne, appaiono semidiroccate. Volti di figure umane (più un putto) e figure allegoriche femminili abbigliate con lunghi manti fanno capolino dando l’impressione di voler assistere allo spettacolo in atto nella sala. Nella parete nord l’artista intervenuto sembra aver dato particolare risalto al tema della musica e dell’armonia, che si rivela attraverso la raffigurazione di molte allusioni al “suono”, dallo spartito musicale in mano ad una figura femminile ai diversi strumenti suonati da eleganti ninfe. Sopra a ciascuna scena vengono proposte raffigurazioni di amori o di inseguimenti da parte di divinità o satiri che possono far pensare ad episodi tratti dalle Metamorfosi di Ovidio. Completano la decorazione della sala delle volute sopra le porte al posto del timpano, sulle quali, leggiadramente sdraiate, risaltano delle figure di donne dipinte con ottima qualità esecutiva in un unico colore. Dal punto di vista compositivo questa sala presenta vari piani di lettura che, al di là della raffigurazione degli episodi tratti dall’opera del Tasso, ad oggi non sono stati forse ancora completamente identificati. Sulla base di affinità di ordine stilistico vi è però un’ipotesi forte riguardo al possibile intervento di Antonio Vassillacchi detto l’Aliense, importante personalità artistica di fine ‘500 ed inizio ‘600. . |

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